FATE IL VOSTRO ... GOLF

1.      Il golf è lo sport di tutta la vita. Si può cominciare a 3 anni e non si smetterà mai più. Giova al fisico perché giocando le 18 buche del percorso, si possono percorrere camminando almeno 6 km; in quanto per tirare i colpi con i vari bastoni occorre mantenere uno stato muscolare tonico. Giova alla mente perché, per ogni colpo, è necessario operare una scelta ponderata riguardo al bastone da usare, alla distanza che si vuole raggiungere e agli ostacoli da evitare.

2.      Per giocare cosa occorre? Prima di tutto è necessario essere su un campo da golf che si può trovare dentro un grande parco alberato, Parkland, o in brulle brughiere come capita, di solito, in Scozia, Links.
Poi occorre un certo numero di bastoni, divisi in legni (per tirare più lontano, spesso usati alla partenza della buca) e ferri da utilizzare a seconda della distanza da percorrere. Ovviamente, occorre una apposita pallina da mandare avanti nel percorso fino a un piccolo buca, posta all’interno di una piazzola di erba rasata finissima (green).

3.      Dove si gioca? Il percorso di gioco è suddiviso in frazioni (chiamate buche, in inglese hole), di norma sono in numero di 9 o suoi multipli; il giro standard è fatto di 18 buche, più o meno lunghe; ognuna è composta da uno spazio di partenza, tee, da una zona intermedia, fairway, e da un punto finale green sul quale una bandierina posta su un’asta indica la posizione esatta della buca di arrivo dove occorre direzionare la pallina. Il gioco consiste nel completare la buca impiegando il minor numero di colpi possibile. A seconda della lunghezza le buche si distinguono in Par 3, Par 4 e Par 5; il numero indica i colpi che di regola andrebbero impiegati.  Di norma in un campo ci sono 4 Par 3, Par 5 e 10 Par 4, per cui i colpi regolamentari sono 72. In ogni buca sono presenti delle insidie da evitare strategicamente: ai lati del fairway c’è il rough, costituito da erba lasciata, o tagliata, alta che rende più difficile sia ritrovare la pallina, sia effettuare il colpo; ai lati del fairway ma anche attorno al green ci possono essere i bunker, depressioni piene di sabbia per uscire dalle quali occorre un colpo particolare con il quale si colpisce la sabbia sottostante la pallina, invece che la pallina stessa; per effettuare questo colpo si usa un apposito bastone, chiamato sand. Ci possono essere gli ostacoli di acqua, laghetti e ruscelli che costeggiano, circondano i fairway o i greens ed infine il “fuori limite” che delimita i confini del percorso, ogni ostacolo è segnalato con appositi paletti o righe colorati (giallo e rosso per gli ostacoli d’acqua, bianco per il fuori limite).

4.      Come si gioca? Per giocare a golf, come per tutte le discipline sportive, occorre impadronirsi della tecnica. Nel nostro caso, i principali aspetti tecnici riguardano:
a) la posizione del corpo per predisporsi a tirare il colpo
b) l’impugnatura, grip, del bastione e il movimento per colpire la palla, swing. L’apprendimento di tutto questo avviene nei campi pratica, driving range, che si trovano all’interno dei golf club o sono costituiti da strutture dedicate. Al riguardo la Federazione Italiana Golf può fornire tutte le indicazioni, sia con un apposito annuario che raccoglie tutte le strutture golfistiche del Paese, sia sul sito www.federgolf.it, come sul sito www.federgolfemiliaromagna.it per le realtà più vicine.
In ogni club e campo pratica ci sono Maestri professionisti che preparano i principianti a divenire buoni giocatori.

5.      La discesa in campo. Dopo l’apprendimento teorico e pratico fatto in campo pratica, per iniziare a competere nelle gare amatoriali occorrono due condizioni: la conoscenza delle Regole e la conquista dell’handicap. Le Regole del golf stabiliscono il comportamento sportivo da tenere nelle più svariate situazioni permettendo al golfista di ovviare a tutti gli inconvenienti e imprevisti che si possono presentare sul percorso. Le Regole sono uguali per tutti e per tutto il mondo, salvo qualche piccola variante, e sono emanate dall’ R&A (un Comitato di “saggi” che si trova presso il Royal and Ancient Golf Club di S.Andrews in Scozia). La conoscenza delle Regole è formalmente accertata con un apposito esame. L’handicap si ottiene quando il neo golfista raggiunge un determinato punteggio in un determinato numero di buche. Questi parametri sono fissati dall’ “handicap scheme” adottato dalla Federazione; nel nostro caso quello EGA (European Golf Association). L’handicap è un vantaggio di gioco che consente di pareggiare in partenza le performance (risultato netto) fra giocatori più o meno bravi.

6.      L’attrezzatura. L’attrezzatura golfistica è composta principalmente dall’abbigliamento e dai bastioni. Per essere sciolti nei movimenti, l’abbigliamento è bene che sia semplice e comodo. Una cosa molto importante sono le scarpe; che devono avere due caratteristiche: tenere fermo il piede durante lo swing e ancorarlo al terreno. Per iniziare, però, sono più che sufficienti delle buone scarpe da ginnastica, successivamente, quando s’inizia a calcare il percorso, conviene essere attenti anche che siano impermeabili all’umidità e al bagnato dell’erba per le innaffiature e la pioggia. Per i giocatori con uno swing molto veloce sarà sicuramente utile, per avere la migliore stabilità sul terreno usare calzature che nella suola hanno appositi chiodi di plastica, soft spikes. Riguardo alla pioggia, dato che si può giocare anche se piove, salvo alcune eccezioni, occorre dotarsi di apposite tute impermeabili che danno una sicura protezione e consentono una piena libertà di movimento.
La sacca e i bastoni rappresentano la parte indispensabile dell’attrezzatura. Secondo le Regole, in gara, la sacca può contenere un massimo di 14 bastioni. Ciascun bastone si compone di tre parti: l’impugnatura, rivestita di una apposita guaina di gomma, grip, che facilita e stabilizza la presa, il fusto, shaft, e la testa, la cui faccia colpisce la pallina e la fa partire. I bastoni si dividono tecnicamente in legni (che pendono il nome dal materiale con cui anticamente era fatta la testa del bastone) e ferri (sempre chiamati cosi per lo stesso motivo). Oggi di legni veri e propri non ce ne sono più ma, tutti i bastoni, sono composti di varie leghe metalliche e tecnologicamente molto evoluti per renderli più potenti e, allo stesso tempo, leggeri e maneggevoli. Vengono comunque chiamati legni i bastoni che permettono di tirare la pallina più lontano. (driver, legno 3, legno 5 etc...) Tutti i bastoni sono numerati, il numero indica  una specifica distanza e traiettoria dovute alla diversa lunghezza dello shaft e dalla inclinazione della faccia, loft. Ci sono poi alcuni ferri speciali denominati wedges, caratterizzati dallo shaft corto e dalla faccia molto inclinata, compresa, di solito, tra i 45 e 64 gradi, sono principalmente il Pitching Wedge, Sand Wedge, Lob Wedge che servono per i colpi corti. C’è poi un bastone del tutto diverso dagli altri, il putter che si usa sul green per far rotolare la pallina verso la buca. Siccome la gamma dei bastoni disponibili è superiore a 14, in campo pratica si possono provare tutti, ma in un torneo occorre rinunciare ad alcuni per non superare il numero consentito.

7.      I tempi e i costi Per imparare a giocare non occorre molto tempo; dipende dalla assiduità di frequenza alle lezioni che possono essere individuali o di gruppo. Si possono fare anche corsi intensivi.  In ogni caso, nell’arco di pochi mesi, a volte nell’arco di qualche settimana, si è in grado di acquisire la minima conoscenza indispensabile delle Regole e della tecnica per affrontare i primi giri di campo. Quanto ai costi, a conti fatti, dotarsi dell’attrezzatura non è più oneroso di altri sport. Anche per l’impegno dell’acquisto di sacca e bastoni bisogna tenere conto che una volta fatto, l’utilizzo si protrae per vari anni e che, per cominciare, ci sono spesso opportunità di dotarsi dell’equipaggiamento a prezzi di offerta.

8.      In pratica Per cominciare, la prima cosa da fare è individuare il Club o il Campo pratica più vicino e comodo alla propria residenza. Qui occorre iscriversi a un corso collettivo o prendere contatto con il Maestro di Golf per organizzarsi direttamente. Poiché l’attività golfistica si svolge sotto l’egida della Federazione Italiana Golf (F.I.G.) è necessario, una volta che si intenda continuare, dopo un primo periodo di apprendimento, associarsi alla F.I.G. tramite un Golf Club, o iscrivendosi al Club come socio (per tutte le informazioni rivolgersi direttamente al Club d’interesse) o, se non si è mai stati tesserati, si può utilizzare anche la formula del tesseramento libero. Ricorrendo a questa formula si versa la sola quota relativa al tesseramento federale con la possibilità di accedere a tutte le strutture golfistiche, pagando ovviamente un “green fee” giornaliero per il loro utilizzo.

9.      I vantaggi. Il primo vantaggio di ordine generale è che – come detto - il golf è uno sport senza limiti di età e vi si può dedicare il tempo che si vuole. Si può passare un’ora in campo pratica oppure giocare solo qualche buca, quando non si è inseriti in un torneo. È bene ricordare che giova al fisico perché, percorrendo un giro di campo, si può compiere una piacevole passeggiata nel verde di 6/7 km a piccoli tratti di 100/200 mt l’uno diventando comunque una attività aerobica che migliora il funzionamento cardiovascolare; favorisce la coordinazione dei movimenti e l’elasticità muscolare. Fa bene alla mente per la continua ricerca di miglioramento e per la soddisfazione di risultati; ma soprattutto è una passione che accomuna, genera rispetto e cortesia; sui campi da golf ci si da tutti “del Tu”. Aiuta a controllare la propria salute, perché per giocare, come per tutti gli sport, occorre un certificato medico che attesti l’idoneità all’attività ludico motoria. Infine è molto importante avere presente che con la tessera federale si è coperti da un’assicurazione contro gli infortuni e per la responsabilità civile.

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  • A cura di Vittorio Andrea Vaccaro – Golfista professionista Consigliere Comitato Regionale Emilia Romagna F.I.G.

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