Articoli – Golf “Spirit of the game” ai tempi dei social

Non ho la tessera della Lega, quindi penso di essere al di sopra di ogni sospetto, ma nei giorni scorsi ho avuto la fortuna di guardare il video di un intervento del Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, (con delega allo Sport) l’On. Giancarlo Giorgetti al Meeting di Rimini. 

 

In questo intervento, Giorgetti, ha parlato di una cosa che a me sta particolarmente cara: la disintermediazione (o sua la mancanza) tra “piazza" e “palazzo”. Una piazza forse fin troppo “social” ed un palazzo che non lo è quasi per nulla, come uno dei problemi della nostra società. 

 

Sono innamorato del golf e dello Sport, ci ho scritto anche un libro, e sono fermamente convinto della capacità dello Sport stesso di superare ogni difficoltà - e la storia mi da ragione - , come quando alla fine del 400 il parlamento scozzese ha cercato di fermare il golf ed il calcio, o nel medioevo quando l’influenza della Chiesa cattolica era cosi forte da arrivare a tacciare di infamia gli Atleti. Oggi in Scozia si giocano ad ottimo livello sia il calcio che il golf e lo Sport negli oratori è qualcosa di naturale come in tutte le missioni che fa la Chiesa nel mondo. Dai confronti, o gli scontri, lo Sport ne è sempre uscito alla grande.

Proprio questo essere "troppo social” mi ha fatto riflettere quando ho letto alcuni articoli su metropolitanmagazine.it , di Andrea Demolli, una penna senza dubbio talentuosa (di sicuro più di me!), ma che sui contenuti fatica a trovarmi d’accordo, non certo per la voglia di competizioni sempre più corrette, quanto nel merito, diagnosi e soprattutto terapia sono, a mio modo di vedere, molto discutibili. 

Ne prendo due ad esempio: “Rubare a Golf, perché?” e “Golf e Ladri: come riconoscere chi ruba?”. Articoli sicuramente animati dalla nobile voglia di giocare sempre nel totale rispetto delle regole, ripeto, condivisibile.  - Chi ha letto Amo lo Sport (se è sopravvissuto) è al corrente del mio sentirmi talmente tanto tradito dal tennis che mi sono concentrato sul golf, proprio per un’ingiustizia subita. - 

Tuttavia ci sono passaggi che ritengo molto "da piazza” e, che forse, sono ancora più preoccupanti dei colpi tolti e delle palline messe in gioco. Innanzitutto mi ha colpito l’idea di una “gogna mediatica”, anche se definita come “ipotesi estrema” dall’autore stesso e, da quello che sembra, limitata al Circolo di appartenenza. Dissento nel modo più assoluto!

Far importare il peggio dei comportamenti della nostra società nello sport è proprio il contrario di quanto dovremmo fare!

Ed è totalmente contrario ai principi che animano Sport da sempre. Per dirla con il Barone Pierre de Coubertin “riunire tutti gli uomini di buona volontà” ...per diminuire le differenze tra classi sociali, fermare le guerre e altro per, in sostanza, migliorare la società, non certo indirizzare lo Sport verso il peggio della società.

Anche per quanto riguarda le pene in questo caso, forse, converrebbe fare un giretto nel “palazzo” ovvero nel Regolamento di Giustizia della Federgolf, uno dei più severi nel panorama sportivo italiano, dove, all’art. 17 sono elencate le pene che spettano a chi compie irregolarità. La pena minima, per irregolarità di gioco sul campo, è di sei mesi che paragonato alla giornata di squalifica del Calcio, il nostro Sport nazionale, evidenzia la severità del nostro Regolamento.

Allo stesso modo, da appassionato di Diritto Sportivo, mi permetto di ricordare due cose fondamentali: nello Sport l’omessa denuncia è un illecito a sua volta e, sempre nello Sport, mi perdoneranno la semplificazione i fini giuristi che conosco, c’è l’inversione dell’onere della prova.

Quindi per fare una segnalazione, che è obbligatoria, bisogna esserne certi, davvero certi!

Sono ormai nove anni che non gioco gare nei Club (spesso mi inserisco, fuori gara, nelle gare che organizzo) ma dire che un terzo dei giocatori è scorretto, penso sia un’iperbole, magari che segue una giornata storta sul green. Mi fa un po’ sorridere, perché se la prendessimo sul serio, vorrebbe dire che i Tesserati sarebbero generalmente scorretti, che la Giustizia Federale non funzionerebbe e che i Circoli chiuderebbero, almeno colposamente, gli occhi. Ecco un'espressione molto social dove si è fin troppo liberi, anche per chi ama la libertà come me, di scriver qualunque cosa, spesso e volentieri suggestiva, ma oggettivamente lontano dall'essere reale.

Ripeto, non vuole essere una scusante per chi compie qualsiasi tipo di illecito, - lungi da me! - ma le regole e la Giustizia Federale ci sono, sono particolarmente severe e funzionano bene. Potrebbe essere una buona idea invece essere contenti di avere un sistema che funziona ed invitare semplicemente a metterlo in pratica sempre di più!

Vorrei fare un’ultima considerazione sul decalogo per scoprire chi “ruba”: effettivamente, secondo me, fa riflettere che qualcosa di sbagliato ci sia… e mi viene ancora in mente l’On. Giorgetti che, facendo “mea culpa”, dice che bisogna essere più collegati alla realtà ed io, la faccio come professionista e dirigente sportivo, e mi chiedo: siamo davvero stati cosi poco capaci di appassionare al gioco, che un amateur passi (o debba passare) la sua giornata sul campo a controllare quello che fanno gli altri e non a divertirsi per aver trascorso qualche ora in un contesto spesso bellissimo e divertente come i nostri Club e aver cercato di migliorarsi in quello che, per molti, è il gioco più bello del mondo? 

 

(in foto Vittorio Andrea Vaccaro in uno scatto di Paolo Diosy presso il Pevero Golf Club)